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Parlare ascoltando

Parlare ascoltando

Written by  GiuPSY Venerdì, 06 Giugno 2025
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di GiuPSY

PARLARE ASCOLTANDO

Quanto è difficile mettere a tacere l’irrefrenabile voglia, che sembra insita fin dalla nascita, di esprimere ciò che passa per la testa a qualunque costo, primo fra tutti quello di interrompere chi abbiamo davanti? Vittime dell’illusione di aiutare il nostro interlocutore, magari pensando ad una forma di aiuto che in realtà crediamo solamente di dare.
Acquisisce sempre maggior rarità il silenzio, che è ormai considerato motivo di disagio, piuttosto che uno spazio di condivisione, rispetto e reciproca partecipazione al discorso. Tutto ciò dovuto a una società dove ogni attività quotidiana viene scandita dal rumore, un vociare che diventa banale, perché con il solo fine di riempire uno spazio vuoto.
Una capacità, quella di ascoltare gli altri, che ha contribuito a delineare figure sempre più specifiche, le cui differenze però, sono davvero sottili, portando ad un’erronea attribuzione di compiti ed aree di svolgimento delle rispettive professioni.
Marco Andreoli, ne “Il miglior ascolto della tua vita. Il senso profondo del counseling”, analizza quella che più ha risentito degli ostacoli storico-burocratici, la sua: il counseling. Attraverso le sue esperienze e competenze, racconta il percorso fatto che lo ha portato fin qui, costituito da un intersecarsi di soddisfazione e traguardi, ma al contempo anche amarezze e delusioni, partendo da una confusa e burrascosa ricerca di sé, dovuta anche a una difficile relazione con il padre, per arrivare al professionista che è oggi, insieme ad una collezione assai proficua di successi.
Inizia, a causa dell’assenza della facoltà di psicologia a Genova e di difficoltà economiche familiari che non posso garantirgli studi fuori città, dalla facoltà di Economia e commercio, la quale abbandonerà successivamente con l’istituzione della Facoltà di Psicologia a Torino, cui si iscriverà. Tutto sembra già deciso, quando però dopo aver sentito una compagna del Liceo parlare di un certo “counseling”, che esplorerà tramite giornali e riviste, le quali oltre ad appassionarlo sempre più a quest’attività , lo porteranno ad una curiosa scoperta: l’Aspic (Associazione per lo sviluppo psicologico dell’individuo e della comunità), prima scuola di counseling in Italia, aprirà fra le tante sedi, anche a Genova. Al suo ingresso però, dovrà fare i conti con un mondo completamente nuovo, nel quale spaesato, si troverà inizialmente in disaccordo con Carl Rogers, figura di grande rilievo per il counseling, di cui smentisce l’erronea considerazione che lo vede come padre di questa disciplina ,di cui invece sono una serie di professori e psicologi, delineando il fondamentale impatto che ha in realtà avuto su di esso, introducendo il suo “approccio empatico”, che diverrà modello di partenza per il resto dei metodi conseguiti successivamente.
Tra il susseguirsi dei vari capitoli, di cui i primi con un ruolo introduttivo circa le problematiche storico-burocratiche che hanno caratterizzato le ombre ricadute sulla figura del counselor. Dai pilastri dell’autenticità, dell’interesse per le persone e del proprio modo di essere e la gestione di altrettante facoltà di un colloquio con il cliente quali dubbi e perplessità, fiducia, gestione degli errori insieme ad un’esplorazione accurata degli strumenti del counseling, per arrivare alle insidie che la vita ha posto di fronte ai tanti che con l’aiuto di Marco hanno cercato di affrontare gli imprevisti posti lungo il proprio cammino: Caterina appesa tra un’esperienza di studio fondamentale per ill suo futuro lavorativo e una gravidanza inattesa; Simona che a causa di un arto atrofizzato non riesce ad apprezzarsi e vedersi amata; Eleonora con una relazione ormai caratterizzata da problemi di fiducia; Renata ormai preda della solitudine postuma al trasferimento della figlia, cresciuta e portata avanti da sola e che ha scelto di studiare, lavorare e vivere all’estero; o ancora Andrea, studente fuoricorso di giurisprudenza e appassionato di politica che avrebbe voluto seguire il suo progetto ed iscriversi a scienze politiche, trattenuto però dal padre e dal fratello, avvocati con uno studio già avviato, che hanno insistito perché seguisse la loro strada. Alcuni hanno ritrovato il sorriso ,altri per un motivo o per l’altro, hanno abbandonato i colloqui, ma in fondo è parte di questo mestiere, il “counseling dei counselor”, proprio come Marco ha avuto modo di apprendere tra i sacrifici fatti e le difficoltà riservategli dalla vita, e anche lavorando a contatto con i più grandi. Edoardo Giusti e Claudia Montanari, dirigenti dell’Aspic. Anche a livello internazionale, Serge Ginger, Erving Polster, Petruska Clarcson, protagonisti dei suoi workshop a Genova e in molte altre città. Infine il suo maestro Paul Rebillot, punto di riferimento dal loro primo incontro fino alla sua triste scomparsa.
Il counseling, semplice ed efficace, con i suoi strumenti, migliora la qualità della vita delle persone, attraverso l’arma migliore per farlo, l’ascolto.

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